La collana

Sette domande sul modo in cui il mondo si è costruito.

Non una storia sola, ma sette — indipendenti, in un ordine che si può rimescolare a piacere. Ogni volume è un quaderno, un colore, e una domanda abbastanza grande da riempire un libro intero.

Chi è Leo

Un ragazzino di tredici anni, un quaderno, una domanda che non lo lascia in pace.

Ogni volume comincia allo stesso modo: Leo si imbatte in qualcosa che dava per scontato — un muro che sta in piedi, un pane che compare a tavola, una lampadina che si accende — e scopre di non saperne niente. Scrive la domanda sulla prima pagina di un quaderno nuovo e non la molla finché non trova una risposta che valga la pena di tenere.

Dal quarto quaderno in poi lo affianca Sara, e il metodo cambia: le pagine non sono più scritte da una mano sola. Leo tiene la penna, Sara la matita — e ogni numero che scrive porta la fonte accanto, perché a lei piace poter dimostrare quello che dice.

A volte basta guardare bene il presente: un cantiere, un campo, una centrale raccontano da soli la propria storia, se si sa dove guardare. Altre volte il presente non basta, e a Leo serve vedere un'epoca con i propri occhi — ed è lì che entra in scena Chronos, la macchina che lo porta indietro (e avanti) nel tempo. Chronos non si spiega mai fino in fondo: resta sempre a metà tra un vero congegno e il modo in cui un tredicenne chiama la propria curiosità. Il libro non scioglie l'ambiguità — e non dovrebbe: sta al lettore decidere cosa pensarne.

Due modi di inseguire una domanda

A volte si studia il presente. A volte lo si attraversa.

La collana alterna due modi di avvicinarsi alla storia della tecnica, e i sottotitoli lo dichiarano già in copertina:

«Viaggio tra le cose…»

I volumi in cui la storia si scopre osservando il presente: le cose intorno a noi raccontano da dove vengono. Nessuna macchina del tempo, solo sguardo.

«Viaggio nel tempo…»

I volumi in cui Leo attraversa davvero le epoche a bordo di Chronos, per vedere con i propri occhi ciò che nel presente resta solo da immaginare.

Sette domande, una scala

Non una storia sola: sette, in scala dal passato al futuro.

Si comincia chiedendosi di cosa è fatto il mondo, e si finisce chiedendosi chi lo costruirà domani. In mezzo, chi gli ha dato un tetto, chi lo ha sfamato, chi lo ha acceso, chi lo ha messo in moto, chi continuerà ad accenderlo. Sette domande diverse che, messe in fila, raccontano un'unica cosa: il modo in cui gli esseri umani hanno costruito, pezzo per pezzo, il mondo che oggi diamo per scontato.

L'ultima domanda è l'unica a cui il libro non risponde. Non è una svista: a quel punto la risposta spetta a chi legge.

Perché «quaderni»

Un quaderno per ogni domanda, un colore per ogni quaderno.

Ogni volume è, letteralmente, un quaderno: quello in cui Leo annota ciò che vede, calcola, sbaglia e corregge. A ogni quaderno corrisponde un colore, e i sette colori insieme sono la collana — lo stesso sistema che ritrovi sulle copertine.